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Tanguy vuole conoscere la bellezza dei vostri oggetti preferiti e delle storie che custodiscono. Per imparare ad arredare la sua prima casa. 



Scrivi a casa.tanguy@gmail.com per raccontare la storia del tuo oggetto delle meraviglie, non deve essere costoso, ma il prodotto unico della creatività di un artista o artigiano contemporaneo. Tanguy è curioso di sapere come quell'oggetto abbia trovato la strada per entrare nella tua casa. 




Quando la ragione dorme, le sirene cantano!



Tanguy: Come questo oggetto ha trovato la strada per entrare nella tua casa?

Conosco da poco tempo Lorenza, eppure lei per me è la prova che conoscere una persona da un minuto o da una vita equivale a ben poco, quando corrispondenze e affinità artistiche colmano quelle che si possono definire distanze cronologiche.
Quotidianamente progettiamo, discutiamo, organizziamo il piano editoriale ed osserviamo le opere degli artisti da proporre per il nostro blog. E’ bastato un attimo per capire che una delle opere dell’illustratore Jan SedmakOmosgombro, sarebbe divenuto il nostro oggetto delle meraviglie. Il mio desiderio, come il suo desiderio è stato esaudito, un bel giorno il nostro Omosgombro è arrivato, portando con sé tutta la sua carica magico-simbolica. 


Tanguy: Come ti senti quando osservi il tuo oggetto delle meraviglie?

Omosgombro, appeso alla parete della stanza nella quale trascorro la maggior parte del mio tempo pensato, catalizza la mia attenzione. Lo osservo inizialmente con l'occhio della ragione, che pian piano si assopisce per dare spazio ai confini di quello che probabilmente è il luogo del mio straordinario. Ma prima di abbandonare la ragione, mi chiedo sempre la stessa cosa: 
Da dove sei uscito Omosgombro? Jan Sedmak a cosa avrà pensato per portarti in vita?”
Chissà, forse solo percezioni inconsce, meccanismi simbolici dalla natura universale, trame invisibili dell’immaginario collettivo… ?! Chi mai può saperlo. Nel frattempo lo Strano uomo dal corpo leonardesco e dalla testa di pesce, che osserva le stelle proiettandosi nel suo universo, resta sempre lì, nume tutelare e custode di sogni. A quel punto lascio stare le speculazioni alla Battiato, metto da parte la psicanalisi Junghiana e resto semplicemente in balia dei miei sogni.

Tanguy: È stato facile trovare nella tua casa il posto per la tua opera d’arte?


Penso ad una vita estesa, non ordinaria, proporzionale alla libertà e alla non impossibilità di fare la cosa che procuri più piacere, e per me l’arte è quella cosa. La casa è la custode dei miei pensieri, degli oggetti capaci di rapirli ed espanderli. In un cassetto o sulla parete, non importa, nella mia casa c’è sempre posto per la magia di uno di questi oggetti.



L'Arte ci racconta le nostre vite


Come la pagina di un diario l'arte ci racconta le nostre vite come l'evoluzione di un'artista, anche le nostre vite sono fatte di stagioni e periodi diversi. 

Questo è il quadro di un momento della vita di Margherita,il suo oggetto delle meraviglie, realizzato dall'artista 
Giò Alberti
A settembre 2005 mio fratello Giovanni stava per trasferirsi a Bologna per frequentare l'Accademia d'Arte. Incominciava così un autunno nuovo per noi, senza le confidenze e le risate del mattino, le cene assieme, i dispetti e gli scherzi tra fratelli. Partiva con i suoi progetti e probabilmente con qualche paura.Disegnava da anni, ma per la prima volta i suoi dipinti non sarebbero stati solo espressione privata ma giudicati da insegnanti e professori, avrebbe imparato nuove tecniche, si sarebbe esercitato sul marmo prima, sull'argilla e sul gesso poi realizzando sculture e installazioni. 


Negli anni ha sperimentato tecniche e materiali diversi e ora riguardando il quadro che ho scelto di presentare, lo scopro acerbo e espressione della sofferta immaturità dei vent'anni; prezioso ricordo degli anni in cui ancora vivevamo tutti assieme e ci affacciavamo tentennanti e insicuri sull'età adulta.Tra i tanti disegni appoggiati sul cavalletto da lavoro avevo voluto proprio “Introspezione-Esistenza”, mi aveva colpito il titolo e i tanti colori che si univano e sfumavano in un risultato di luci, ombre e figure geometriche. Da quel giorno è appeso nella mia vecchia camera a casa dei miei genitori, sopra il mio letto. Tante volte ho pensato di portarlo con me nei tanti trasferimenti, ma è quasi come il suo posto fosse lì, nella mia stanza di ragazzina, come fosse una pagina segreta di un diario o una vecchia fotografia.















Quasi un bisogno di ... mangiare arte

L'appartamento di Laura, storica dell'arte, è uno spazio pieno di bellezza, sprigionata dagli oggetti di cui si è circondata. Una parete della sua camera si sta riempiendo un po' alla volta di dipinti, acquarelli, stampe di artisti contemporanei. Quasi il suo un bisogno di mangiare arte. Il suo oggetto delle meraviglie è una stampa, una prova d'artista, realizzata dallo street artist Federico Carta, pseudonimo Crisa.




Tanguy: Come questo quadro ha trovato la strada per entrare nella tua casa?

Un regalo di compleanno da parte di Mattia, uno tra i miei migliori amici, una persona speciale per me. Devo dire che è sempre stato molto bravo ad azzeccare i miei gusti, nonostante spesso mi piacciano cose abbastanza particolari. La stampa presa in Sardegna, direttamente dall'artista Federico Carta che Mattia aveva avuto modo di conoscere visitando il suo studio, è una prova d'artista, come indica la scritta pda. Presumo l'autore ne abbia realizzato una tiratura limitata anche perché presenta una particolarità che non so se sia voluta: sul disegno è visibile la data di esecuzione rovesciata, segno che è stata incisa dritta e non al rovescio sulla matrice. L'ho sempre chiamata l'arcama a differenza di quella biblica costruita per mettere in salvo la specie umana e gli animali, quest'arca contiene strane strutture e della vegetazione. Anche se non compaiono figure l'ho sempre percepita come abitata, perché è come se ci fossero degli occhi che sbucano da più parti nel disegno. 



Tanguy: è stato facile trovare nella tua casa il posto per questo quadro?

Al momento, per ragioni di spazio, è relegato nella mia camera da letto. Si tratta però di uno spazio intimo dove posso godermelo e dove inevitabilmente scorre il mio sguardo all'inizio e alla fine delle mie giornate. Prima o poi, mi piacerebbe avere uno spazio da riempire con dipinti, stampe, acquerelli, realizzati da artisti contemporanei. Si tende a collezionare opere d'arte di artisti del passato, io invece provo un pizzico di gioia in più nel conoscere di persona l'autore, "dare un volto ad un oggetto" per me attribuisce allo stesso un enorme valore aggiunto. Sai che è stato scelto o addirittura prodotto per te: il tempo e l'amore arricchiscono quel regalo di un qualcosa che l'oggetto continua a sprigionare ed è ciò che lo rende unico.


















Il Ritratto di Vera: ponte di collegamento tra presente e passato




Tanguy: Come questo ritratto ha trovato la strada per entrare nella tua casa?

Un pomeriggio dell’ estate 1988, venne a trovarci a casa un pittore che conosceva mio padre,ad essere sincera non ho molti ricordi di quella giornata perché avevo solo 5 anni, mia madre però mi racconta che l'artista Nino La Barbera fu colpito dalla mia simpatia e vivacità e decise così di farmi un ritratto.Il disegno è stato fatto con dei pennarelli su un telo di cotone, in poco più di mezz’ora.

Tanguy: Come ti senti quando osservi il tuo ritratto?           


Quello che mi colpisce di più quando lo osservo sono gli occhi: sembrano vivaci ma allo stesso tempo vagamente malinconici, fino all’età di 9 anni devo dire di aver passato un’infanzia molto serena, ho avuto la fortuna di viaggiare molto insieme ai miei genitori e mi divertiva conoscere posti e persone nuove. Ecco, quando mi rivedo in questo disegno, o quando guardo una foto di quando ero più piccola mi sembra un pò di tornare indietro nel tempo e rivivere quei momenti spensierati.


Past
Present

Tanguy: È stato facile trovare nella tua casa il posto per la tua opera d’arte?


Sì, è stato facile trovare il posto ideale per questo disegno, dopo averlo fatto incorniciare, ho deciso di appenderlo esattamente di fronte al mio letto. La sera, prima di dormire, riguardo quegli occhi ed instauro repentinamente un collegamento tra la persona che sono oggi e quella Vera che in fondo sono sempre stata.


"Tutto quello che diventerai lo sei già, tutto quello che conoscerai, lo sai già. Quello che cercherai, ti sta già cercando, è in te."

Alejandro Jodorowsky 




Michele Pisanelli, il Nonno artigiano delle navi

Michele Pisanelli ha 90 anni, ogni mattina va nel suo studio e lavora sapientemente il legno: realizza modelli di imbarcazioni, precisi al millimetro in ogni dettaglio. Sul suo banco di lavoro c'è sempre qualche leggendario vascello che sta per prendere vita. Valeria racconta a Tanguy, la storia del suo nonno artigiano che ha costruito, con lavoro certosino, il suo oggetto delle meraviglie: la Sovereign of the seas (ovvero la Sovrana dei mari) è stata la nave da guerra più grande e potente della sua epoca. Voluta da re Carlo I d'Inghilterra, varata nel 1637, regnò incontrastata per oltre sessant'anni. Realizzata in scala 1:100.


Tanguy: Come questa nave ha trovato la strada per entrare nella tua casa? 


Valeria: Un regalo per il mio venticinquesimo compleanno di mio nonno Lino: uomo d'altri tempi e grande artigiano modellista che possiede un sapere che si sta perdendo. Mio nonno all'epoca aveva già superato gli ottantacinque anni ma si era premurato di costruire la Sovrana dei mari per me. Mi ha riempito il cuore perché so quanta cura e dedizione impiega per realizzare i modelli, precisi al millimetro in ogni dettaglio. Trai i suoi numerosi nipoti ero rimasta tra i pochi senza nave, non avevo mai avuto il coraggio di chiederla. Credo ci siano voluti almeno cinque mesi per ridare vita a questo leggendario vascello. Ogni singolo pezzo di legno è stato realizzato a mano con il seghetto, con lavoro certosino mio nonno realizza anche gli ornamenti dei vascelli. Dietro ogni "miniatura" c'è la sua ricerca per trovare i disegni originali in scala delle navi, ormai sempre più rari. 


                                   

Tanguy: Come ti senti quando osservi la tua nave?


Valeria: Mi riporta ai ricordi di quand'ero bambina, rimanevo ore seduta accanto a mio nonno ad osservarlo mentre intagliava e curvava sapientemente il legno, intento a costruire le sue navi, narrandomi gli episodi storici legati ad ognuna di esse: quali mari e quali battaglie avessero dovuto affrontare. Ricordo anche l'emozione che provavo nel vederle nascere, poco a poco, dal lavoro delle sue mani esperte. Sono legata a questa nave perché è in grado di raccontare la vita di un Uomo,come forse non ne nascono più, da ragazzo operaio del Cantiere navale di Trieste, promosso aiuto disegnatore per la sua bravura. Profondo conoscitore di un'arte e una manualità che sta scomparendo.   



Viaggio nello specchio


Morena Fanny Raimondo
Ritratto di More, opera di Angela Sottile
       





















Un ritratto, oppure un misterioso gioco ad incastro?
E' questo il motivo profondo e suggestivo dell'opera di Angela Sottile, artista dalle poliedriche attuazioni creative, che con il suo grande talento incastra il contrasto delle diverse forme espressive, per dar vita ad una terza realtà, quella surreale e introspettiva. Questa volta la sua opera, commistione di pittura, collage e digitale, diviene il regalo per un'amica, Morena. Il ritratto come lo specchio in cui riflettersi ed intraprendere un misterioso viaggio interiore. 

Tanguy: Come questo quadro ha trovato la strada per entrare nella tua casa?

Morena: Questo quadro è un regalo, un regalo dell'artista Angela Sottile, che è anche una delle mie amiche più care. Il fatto che sia stato realizzato con diverse tecniche espressive (il collage, la pittura, il digitale) lo collego al fatto di voler mettere in evidenza la complessità di una personalità, ma anche la sua libertà espressiva, con lo sguardo rivolto in alto e l'espressione sognante, proiettata oltre la pura razionalità.

Tanguy: Come ti senti quando osservi il tuo ritratto?

Morena: Mi piace moltissimo questo quadro, è strano vedere come gli altri ti vedono, cosa colgono, devo dire che è stato uno spunto per guardarmi da fuori e di conseguenza dentro. Mi fa riflettere sulle percezioni inconsce, il significato del vedersi attraverso...la tua dimensione interiore negli occhi dell'altro. A questo proposito mi vengono in mente le parole di Jorge Luis Borges
"La realtà è la nostra immagine del mondo che affiora in ogni specchio, è un fantasma che esiste solo per noi, che ci segue, si agita e svanisce."

Tanguy: È stato facile trovare nel tuo appartamento il posto per la tua opera d’arte?

Morena: Nel mio appartamento c’è sempre spazio per l’arte, e per di più per un regalo di un’amica. Mi piace circondarmi di cose fatte con passione.


This is must be the place...





Questo portasigarette da tavolo me l'ha regalato Eva, una cara amica. Una stilista di Venezia. La ospitai un fine settimana a Trieste. Appena entrata in casa si guardava intorno incuriosita. Poco dopo, quel giorno, uscì a fare un giro e rientrò verso sera con questo regalo, acquistato in un negozio di modernariato. 
Un soprammobile che si sposa perfettamente con quello che era l'arredo e il gusto della mia casa.





Questo fanno le persone sensibili: dialogano con gli oggetti, gli spazi e i luoghi attorno a loro. E con essi si intendono immediatamente. Non occorre conoscersi profondamente per regalare il giusto complemento d'arredo, basta gusto e intelligenza. 
Ancora oggi provo una grande soddisfazione quando premo con gesto disinvolto il pulsante in cima che apre il cilindro porgendo elegantemente le sigarette agli ospiti stupiti. 




Lessico Famigliare




Affetto, Ricordi, Nostalgia, 
Abitudini

Per un tempo che è passato e non ritorna più, l'infanzia, la giovinezza, le estati 
rievocate dal disegno di 
Mate Solis.

Questo è l'oggetto delle meraviglie di Valentina.





Tanguy: Come questo quadro ha trovato la strada per entrare nella tua casa?
Valentina: Il quadro c’è sempre stato, ancora prima che potessi comprenderlo e mi ha seguito in tutte le tappe della mia vita, si potrebbe dire sia cresciuto con me. È il primo regalo d’amore da parte dei miei genitori, immortala me bambina, a pochi mesi di vita e la mia prima vacanza nell’isola di Cherso, uno dei grandi posti della memoria famigliare. L’artista che me l’ha fatto, Mate Solis, visionario ed eclettico, era un grande amico di mio padre e ha voluto omaggiare la mia nascita con questo ritratto.


Tanguy: Come ti senti quando osservi il tuo ritratto?


V: È come guardarsi in uno specchio che riflette un'immagine diversa da quella che hai imparato a riconoscere. Sapere di essere la stessa persona, senza esserlo più realmente. Una sensazione strana ma piacevole: vedere il mutamento del tempo nei passaggi, nelle trasformazioni e nelle perdite della vita che ogni età porta con sé. Altri ritratti sono seguiti, ogni dieci anni e vanno a comporre un trittico sulla parete della casa di famiglia che raffigura me a meno di uno, dieci e vent’anni.
A pensarci ora, mi dispiace dolo di aver saltato il ritratto dei trent’anni.


















Tanguy: È stato facile trovare nel tuo appartamento il posto per la tua opera d’arte?


V:Da quasi un anno vivo in Germania ma il quadro è rimasto dov’è: nella casa in cui sono cresciuta, dove è sempre stato perché fa parte di quel lessico famigliare che ritrovo solo a Trieste, la mia città natale.Ho pensato fosse giusto non mi seguisse nel mio girovagare per il mondo, mi piace ritrovarlo a ogni mio ritorno e sapere che mi aspetta 
a Casa.

Se vuoi sapere qualcosa di più su Mate Solis vai alla pagina Artisti


  

Tu chiamale se vuoi, emozioni

L’appartamento di Valentina e Gianluca è un luogo delizioso: chiaro e multicolore. Quando arrivo è da sola a casa, mi invita a seguirla in salotto: sopra un mobile, appoggiato ad una parete bianca, un quadro con una cornice di legno delicata. Una bella visione: è il suo oggetto delle meraviglie, Relitto di barca, xilografia a colori di Lojze Spacal, 1965.

Sorseggiamo un tè mentre ascolto la storia del suo oggetto delle meraviglie. Il quadro di Spacal mi racconta un pezzetto della vita di Valentina..

Tanguy: Come questo quadro ha trovato la strada per entrare nella tua casa?

Valentina: Un regalo del tutto inaspettato da parte del mio compagno per il mio trentesimo compleanno. Alcuni giorni prima, passeggiando per le vie di Trieste, per caso siamo passati davanti a una Galleria d’Arte del centro. C’era un vernissage e molta gente. Incuriositi ci siamo fermati a dare un’occhiata. Ho scoperto così il nome di un artista triestino contemporaneo che non conoscevo, Lojze Spacal (1907 – 2000), ne sono rimasta colpita ma la cosa per me era finita lì. Ho saputo soltanto poi che Gianluca è tornato da solo alla Galleria e ha trovato e scelto questa xilografia per me: una barca che riposa a riva. La vela e il mare sono due delle grandi passioni che ci legano. Desiderava regalarmi qualcosa di speciale e unico che desse significato ai miei trent’anni appena compiuti.





Tanguy: Come ti sei sentita quando hai ricevuto la tua opera d’arte?

V: Sorpresa ed emozionata. Insomma, felicissima. È un regalo poetico che contiene sprazzi delle nostre passioni con un valore simbolico senza eguali. Nella vita capita di desiderare di avere degli oggetti: un gioiello, un vestito ma non avrei mai pensato di possedere un’opera d’arte. È una sensazione strana, possiedo un oggetto unico che durerà per sempre. Come se guardarlo mi offrisse una sensazione di piacevolezza che va oltre il semplice atto del consumo.





Tanguy: È stato facile trovare nel vostro appartamento il posto per la tua opera d’arte?

V: (ride) Piuttosto difficile, non sapevo dove mettere il quadro, ero indecisa e cambiavo continuamente la posizione, pensi che il posto dovrà essere definitivo, deve valorizzare l’opera senza però darle troppa importanza. Ci sono oggetti che hanno bisogno di più tempo per trovare la propria sistemazione e credo ora l’abbia trovata.

Se vuoi sapere qualcosa di più su Spacal vai alla sezione del blog Artisti

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