Art Bio


Dalla nostra Community: Giò Alberti

Giò Alberti, classe 1985, artista triestino,nel 2013 nella sua città ha inaugurato Interzona Artspace, vetrina espositiva e suo laboratorio. Laureato in Arti Visive all’Accademia di Belle Arti di Bologna, ha poi vinto una borsa di studio presso l’ Internationale Sommerakademie fűr Bildende Kunst Salzburg. Recentemente ha illustrato il libro Senza questa guerra di Riccardo Cinco.























Ancora una scoperta: lo street artist Federico Carta (Crisa)
Federico Carta, classe 1984, street artist sardo.La sua passione per i graffiti è iniziata da giovanissimo, appena 12 anni, perché voleva dipingere il mondo. I primi graffiti li firma crisa.db che sta per crisalide del bruco perché anche lui si sentiva in attesa di volare e conquistare la libertà. 
Federico Carta continua ad uscire nel paesaggio degradato delle periferie, per dipingere il mondo. Ha aperto il suo studio laboratorio 1984, ha partecipato a laboratori di graffiti in ospedali psichiatrici, carceri e scuole.
















Nuova scoperta di Tanguy: l'artista Nino La Barbera

Nato a Mazara del Vallo nel 1945, Nino La Barbera ha studiato negli Istituti d'Arte di Messina e di Palermo. Vive e lavora a Roma dal 1962. Nel 2001 ha ricevuto il premio dell'UNESCO per l'attività artistica. Suoi dipinti sono stati esposti alla Fiat (Roma), Stazione Termini (Roma), Aeroporto Leonardo da Vinci (Fiumicino). Un suo dipinto (Ferrari F1 Campione del Mondo 2001) è negli spazi multifunzionali dell’Autodromo di Monza ed un altro ‘Organismo’ (Ferrari Campione del Mondo 2003) sarà presto collocato nel Museo Ferrari. 

Contemplando nella Natura la bellezza, l’armonia e l’inclinazione a divenire organismo in tutte le sue espressioni, si possono intravedere e riconoscere segrete ed incontaminate tracce del divino” 
(La Barbera

Il potere più forte della Natura è il suo inaccessibile modo di fare uso del misterioso senso dell’armonia: questo Nino La Barbera lo sa bene perché tutta la sua ricerca è incentrata sullo studio della necessità della natura di rappresentare se stessa, attraverso la creatività dell’artista, elaboratore di forme quindi veicolo di trasmissione e di conoscenza. Il pensiero di Nino La Barbera è vicino alla vocazione dei grandi geni del Rinascimento: quale artista-scienziato, indagatore della natura in tutte le sue manifestazioni, è estremamente lontano dal compiacimento del brutto e dall’arte urlata contro l’umanità, circolante in alcuni contesti culturali.



L’idea che nasce nella sua mente è che la natura che c’è in noi, attraverso l’arte stia tentando di auto - rappresentarsi e, grazie ad un’attività complessa, irrinunciabile e a volte disperata, affidi agli artisti il compito di eseguire il suo autoritratto: la natura cercherebbe infatti di estrinsecarsi, sviscerarsi attraverso di loro e la loro capacità di produrre forme. Durante il processo creativo, alcune di esse, ricche di vita propria, trascinano La Barbera oltre l’idea iniziale e sulla tela si rendono manifeste forme che assomigliano a strutture cosmiche e atomiche. Esse riportano alle origini impresse necessariamente nel DNA dell’uomo e nella materia dell’universo, che riaffiorano dai ricordi ancestrali realizzando veri e propri quadri nel quadro. 

RomaArt


La prima scoperta della community di Tanguy: l'artista Lojeza Spacal

Lojze Spacal, pittore e grafico, nasce nel 1907 a Trieste, esponente di spicco della comunità slovena della città, arrestato con l’accusa di antifascismo, è costretto due volte al confino: nel 1930 in Basilicata e nel 1942 in Abruzzo. Proprio durante questo periodo scopre la sua vocazione artistica e si diploma nel 1934 al liceo artistico di Venezia. Inizia a esporre nel 1937. Nel 1948 partecipa alla Biennale di Venezia. Da lì in poi fioccheranno i riconoscimenti: nel 1958 il Gran premio internazionale "per un disegnatore e incisore" alla Biennale di Venezia, nel 1959 il 2° premio alla Biennale internazionale d'arte grafica di Lubiana. Nel 1974 sarà la volta del premio Prešeren, massimo riconoscimento artistico sloveno e nel 1977 il “San Giusto d’Oro”. Nel 1998 gli viene dedicato un museo nel castello di San Daniele del Carso. Muore a Trieste nel 2000.




Le sue xilografie e grafiche lo hanno portato ad  un successo di livello internazionale. Rare sul mercato perché stampate a mano dall’artista in numero limitato. Le tematiche delle sue opere sono profondamente legate al territorio in cui è vissuto, le imbarcazioni dei pescatori e il Carso triestino.  Secondo Gillo Dorfles, critico triestino, “Dai dipinti di Spacal si sente il Carso, atmosfera, a un tempo, eroica e patetica, grandiosa e fragile" […] "Nella zona che va da Prosecco a Comeno, da Erpelle a Lipica, dall'Auremiano al Nanos la vera Patria di chi, da Gorizia a Trieste, da Fiume a Pisino ha respirato quell'aria sin dall'infanzia". 

“Io so solo che non è tanto importante essere una grande personalità artistica, simile ad altre e sotto l’influenza di altri; meglio è essere una personalità minore, ma quanto possibile genuina e originale. Con il mio lavoro ho voluto dare un po’ di bellezza alla vita degli altri uomini, offrire loro un po’ di cibo spirituale, poiché come dicono, è difficile vivere di solo pane. Io, dal canto mio, mi ritengo una specie di solitario cantore del Carso, che canta il suo canto carsico a tutti quelli che amano il Carso e la bella arte”.
Lojze Spacal

Se vuoi saperne di più su Spacal: http://spacal.net/ita/index20.htm
Campi Carsici, 1980





















Altra scoperta della Community: Armando Depetris

Armando Depetris, pittore, scultore e grafico, nasce a Monfalcone nel 1930, anima culturale della città, appassionato studioso delle vicende e memorie storiche del monfalconese.Docente in Discipline artististiche prima a Gorizia e poi, negli anni Ottanta e Novanta, di corsi sperimentali di arti visive presso il liceo scientifico della sua città natale.
Compie gli studi artistici a Venezia, nel 1952 espone alla III Mostra Nazionale d'Arte Contemporanea alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna a Roma. Negli anni 50 i suoi quadri si ispirano alla poesia di Sandro Penna, lasciando trapelare l'esperienza come scultore, fino alle note figure femminili che lo hanno reso famoso.





Mate Solis e la sua Isola

"Sono nato, per caso, a Zara il 12 luglio 1935, dai miei genitori originari dell'Isola di Cherso (Croazia). È sulle rive della mia isola che la cerimonia della mia vita è iniziata con il profumo di incenso, le trecce delle ragazze, il respiro dei miei antenati e il mormorio del mare ... plasmando le forme visive del mio mondo”

Nel 1952 Mate Solis ha iniziato la sua formazione artistica presso la Scuola di Arti Applicate per poi proseguire gli studi presso l'Accademia di Belle Arti di Zagabria dove si laurea nel 1960. Mate Solis  utilizza soprattutto la pittura ad olio e acquarello, famoso per i suoi ritratti e i quadri di barche, dai colori vivi e allegri, è divenuto lui stesso uno dei simboli dell’Isola. L’artista dalmata lavora e dipinge nel suo studio a Cherso.

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