lunedì 24 agosto 2015

Attimi di memoria: l'opera dell'artista Vittoria Piscitelli


Chi è Vittoria Piscitelli?


Ho ventisei anni e un comportamento isterico a fasi alterne. L'unico luogo in cui, quasi sempre, mi ritrovo in accordo con me stessa e con le mie aspirazioni è l'Arte.


Cosa rappresenti nelle tue opere?


Lavoro nella maggior parte dei casi con il collage. Quando sono riuscita ad affrancarmi dalla seconda dimensione tentando la scultura ho perseverato nell'utilizzo della carta. 

Il collage e la carta sono le mie ossessioni e non saprei razionalmente spiegarmelo

La carta è uno di quei materiali che tendiamo a sprecare di più, la carta in tal senso è così drammatica, così romantica e così avvilita. Anche il collage è il linguaggio della nostalgia e della solitudine: recuperare foto antiche, vecchi giornali o vecchie cartoline è un'incessante desiderio di passato. 

C'è da aggrapparsi a questo tempo tiranno, ai nostri ricordi, ai nostri malumori.

Voglio rappresentare tutto quello che non piace più, che non è mai piaciuto e che nessuno vuole: i miei U.G.L.Y. (mostri che ho iniziato a creare dai ritagli delle riviste di moda e ho presentato per la prima volta in occasione della mia prima personale napoletana U.G.L.Y. u go losing yourself) sono esattamente l'orrido che c'è in ognuno di noi, che tendiamo a nascondere per omologarci a qualcuno, a qualcosa, ma che rappresenta, inevitabilmente, la parte più autentica e più straordinaria di noi.


Che stato d'animo hai quando le realizzi?


Uno dei sentimenti ai quali mi aggrappo costantemente (e assurdo sarebbe se gli artisti o i presunti tali non lo facessero) è l'empatia. La capacità di entrare nell'altro o almeno rendere la propria autobiografia una metafora universale è una delle grandi costanti della storia dell'arte. 


Arte è Amare, e Amare vuol dire comprendere, studiare, fare sacrosantissimi compromessi.

Dunque quando creo tento di rimanere incastrata in me stessa sporgendomi nelle storie degli altri: è così che è nata Abat-Jour (mostra dello scorso aprile a Napoli presso la Galleria Arti Decorative di Alessandro Malgieri e Maria Grazia Gargiulo a cura di Federica De Rosa e Corrado Morra): acquistavo in giro per Napoli antiche foto di inizio Novecento nei negozi di antiquariato che sono incantevoli e drammatici luoghi delle memorie perdute. Ho tentato di ridare una storia e una dignità a tutti quegli oggetti, talvolta servendomi di pura letteratura, altre volte attingendo nella mia storia personale.

Le mie frustrazioni, quelle di quei volti ignoti di antiche fotografie, le storie narrate intorno ad un tavolo apparecchiato con piatti romantici, certe cartoline, ecco, tutto si confondeva. Dove sono io e dove siete voi?


Che domande credi si possa porre il fruitore dinnanzi ad esse?

Spero tanto possa farsi delle domande su se stesso e non sui miei lavori che sono banalmente, semplicemente oggetti composti da carte, tele, colori. Il vero oggetto imperscrutabile è il fruitore stesso e la sua storia. Con Abat-Jour ho desiderato tanto che i visitatori della mostra potessero tornare a casa e iniziare a cercare se stessi per la prima volta. 


Che tipo di arricchimento potrebbero dare in un ordinario contesto abitabile?


Ho sempre lavorato pensando alle case invece che ai musei. Quando entro nelle case degli amici o dei familiari interrogo spesso i quadri alle pareti, certi merletti sui tavoli o statuine bronzee: mi chiedo quando li abbiano acquistati, chi glieli ha regalati, cosa vedessero in quell'opera o in quell'altra.

I musei o le gallerie, invece, sono cliniche bianchissime, silenziosissime. Vorrei che i miei lavori entrassero nelle case, nelle vite e nelle routine, che diventassero attimi di memoria, oggetti pieni di storie di chi li possiede

In un museo o in una galleria le opere d'arte non appartengono mai a nessuno in particolare. Sono di tutti e di nessuno. Vivono momenti impenetrabili di solitudine.


foto_

1) Volevo, installazione, 2015, foto di Andrea Gerardo Silvestri
2) Finché morte non ci separi, collage, 2015
3) Dicono sempre che sono speciale, tecnica mista su piatto antico, 2015
4) Senza titolo, tecnica mista su tavola, 2014
5) Sto tornando a casa, tecnica mista su pastello antico, 2015
6) Mostra Abat-Jour, foto di Andrea Gerardo Silvestri


                       







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