lunedì 27 aprile 2015

Le illustrazioni di Elisa Gandolfo: una porta per un altrove fantastico e avventuroso


















Elisa Gandolfo, illustratrice, classe 1993, vive a Trieste. Diplomata all’Istituto d’Arte, frequenta l’ultimo anno della Scuola Internazionale di Comics di Padova per specializzarsi nell’illustrazione per l’editoria. Dal suo segno scaturiscono altre immagini che aprono la porta per un mondo fantastico e avventuroso. Cerca di non rimanere mai ferma, ha talento e determinazione. Sa di aver scelto un campo in cui è dura farsi un nome, ma si rimbocca le maniche, dritta per la sua strada!



Alcune delle sue illustrazioni sono diventate i fondali per uno spettacolo di danza organizzato dall'Accademia Artinscena e messo in scena al Politeama Rossetti, il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Elisa, inoltre, ha recentemente collaborato come disegnatrice al corto animato, Il Principe diretto e animato da Davide Salucci, che si è aggiudicato il PREMIO “GINO PELLEGRINI” ALLA MIGLIOR SCENOGRAFIA – Movievalley Bazzacinema (BO) ed è stato selezionato al “CA’ FOSCARI SHORT FILM FESTIVAL”, concorso internazionale indetto dall’Università Ca’ Foscari di Venezia.





Tra poco sarà proiettato a Napoli nella Sezione Smile della V edizione del Social World Film Festival, mostra internazionale del cinema sociale.
Attualmente il corto è in concorso per il festival “Tagliacorti”, ed è possibile vederlo e votarlo sul sito de Il Piccolo.


Chi è Elisa Gandolfo?

Prima di tutto una disegnatrice. Fin da piccola copiavo i personaggi dei cartoni disney oppure le illustrazioni dei libri che leggevo: è sempre stato il mio pallino, non ho mai avuto dubbi sulla strada che avrei intrapreso. Capivo che c’era qualcuno che ci lavorava dietro e infatti ora mi ritrovo a studiare i disegnatori dei fondali oppure le interpretazioni dei grandi classici. Dopo il diploma all’Istituto d’arte cercavo il modo di trasformare ciò che avevo studiato nella mia professione. Mi sono così iscritta al corso professionale a Padova che mi ha introdotto al mestiere e mi sono letteralmente buttata anche fuori, per ottenere possibilità di lavoro e di esperienza diretta sul campo. Ho collaborato con l’associazione Etnoblog di Trieste, ho partecipato a concorsi e ho disegnato su commissione per privati.





Come nascono i tuoi disegni?


Generalmente prendono vita dalle atmosfere e le suggestioni di un testo. Nascono anche dalle cose che mi piacciono: l’estetica che possiedi, inevitabilmente si riflette anche sui tuoi lavori. Banalmente l’ispirazione la traggo dalla vita quotidiana, un film che ho visto, il volto di uno sconosciuto, ma soprattutto le architetture, una luce particolare per le strade, o una bella casa. Ultimamente non posso fare a meno di inserirle nei miei lavori. I miei disegni riflettono me stessa: quando qualcuno osserva le mie illustrazioni, mi sento trasparente. Un occhio esperto può leggerci gli autori ai quali mi ispiro, gli oggetti che mi circondano, o i personaggi ai quali sono legata, che ritornano da un lavoro all’altro.























Quali tecniche usi?

Sono partita con il tradizionale, mi piace usare il segno, quindi la biro, a volte la matita ma sempre lasciando intravedere il segno. Preferisco le tecniche leggere a quelle coprenti. Per un periodo ho sperimentato anche la tecnica a negativo, lavorando cioè di segno bianco su fondo nero. Ultimamente sto usando il digitale, partendo sempre dal disegno a mano. Passo dal coloratissimo all’iper noir, l’atmosfera dei miei disegni è fantastica e avventurosa, uso questo mondo illustrato per uscire dalla vita quotidiana e viaggiare con la fantasia.






                                                                      

Cosa ti piace di più del tuo lavoro?


La possibilità di raccontare. Un segno che fa scaturire altre immagini che a loro volta aprono una porta per un mondo nuovo, fantastico e avventuroso, poter mostrare a chi guarda l’atmosfera che sento leggendo un testo, dare voce ai personaggi che ho nella mia testa, e per questo infatti mi sto avvicinando al fumetto che con le vignette dà modo di ampliare il racconto. Illustrare quello che il testo non dice è la miglior capacità di un bravo illustratore, a volte è spontaneo, altre volte bisogna porsi delle domande, per arricchire l’esperienza del lettore. Quando sento di avere la storia giusta tra le mani posso trascorrere ore e ore inchiodata al tavolo di lavoro, vedo la luce cambiare fuori ma rimango lì, catturata.. a creare mondi.




                                                                              











Che tipo di arricchimento i tuoi lavori potrebbero dare all’interno della Casa di Tanguy?

Appendere una mia illustrazione sarebbe un modo per aggiungere un apporto narrativo alla casa, una sorta di finestra su un altrove fantastico. La mia casa è anche il mio studio quindi mi piace circondarmi di illustrazioni, stampe grafiche, incisioni per lasciarmi ispirare dall’ambiente, quasi avessi un Pinterest reale intorno a me!











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