domenica 1 marzo 2015

Scultura che respira nell'opera di Antonio Massarutto


Riuscire a conoscere l'uomo inferiore in noi equivale a inventariare un intero serraglio di animali diversissimi   
Il processo d'individuazione impone di ingabbiare questi animali in spazi delimitati dall'Eros ed accordarli a tutte le forme della natura rimasta primitiva.
 Carl Gustav Jung 



Chi è Antonio Massarutto?


Sono quarant’anni che me lo chiedo anch’io… In tutta onestà non ho ancora trovato una risposta chiara. 
Penso d’essere un artista “sperimentatore”. Uno con una buona manualità e una testa piena di idee.


Cosa rappresenta nelle tue opere? 

Negli ultimi tempi rappresento animali. Animali d’ogni genere, dagli animali domestici a quelli selvatici. Dai cani, ai maiali, ai cinghiali, agli orsi, ai rinoceronti, tutto quello che abita nel mio immaginario, tutto quello che mi da la possibilità di rappresentare in qualche modo me stesso. In fondo, in tutti gli animali che realizzo in parte mi rivedo.

Che stato d’animo ha quando le realizza? 

Una sorta di liberazione. Uso l’arte come una seduta da uno psicanalista. Un po’ d’ansia all’inizio, quando le forme sono ancora incerte, poi  a valanga quando la scultura comincia a “respirare”Le mie sculture devono “respirare”. Quando ti avvicini con il viso devi sentire il fiato dell’animaleSolo così sono soddisfatto del mio lavoro. La differenza tra un “pupazzo” e un’opera d’arte non sta nel materiale, nella tecnica, nel soggetto, ma nell’anima dell’opera. Un busto nudo di donna in bronzo o marmo se è senza anima ha la stesso valore artistico di un attaccapanni. La mia sfida è realizzare soggetti inusuali e renderli Arte anche con tecniche per così dire povere.


Che domande crede si ponga il fruitore dinanzi ad esse? 

Prima di tutto bisognerebbe definire il concetto di fruitore. 
Fruitore per me è chiunque possa godere della vista o meglio della compagnia di una delle mie opere. Le domande più frequenti sono “…ma che arte è questa?” "ma la scultura non è un’altra cosa?” 
Poi uno si ferma un attimino, riflette e sorride. Magari trova le mie opere spiritose e non banali. Magari piacevoli e originali. Infine le reputa a tutti gli effetti opere d’Arte.


Che tipo di arricchimento potrebbero dare in un ordinario contesto abitabile? 

Spesso le mie opere creano un dialogo con l’ambiente dove vengono collocate. Sono “esseri” che fanno compagnia. Non sono dei semplici oggetti, collocati in salotto. Spesso sono soggetti che diventano parte della famiglia. Quando torno a casa, i miei animali sono li che mi aspettano. A volte ci parlo anche, mi confido…come ho detto prima, uso la mia arte come una seduta dallo psicanalista.



 





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