mercoledì 4 marzo 2015

L'interazione con lo spazio di Davide Comelli

Traduce parole e pensieri in disegni. Davide Comelli, classe 1981, ha studiato all’Istituto d’Arte di Trieste, laureato in graphic design all’Isia – Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Urbino. Ha lavorato a Barcellona, Berlino e Parigi. Oggi vive a Trieste dove ha il suo studio. È attivo sia in Italia che all’estero

Luca Petrinka photo
Difficile dargli una precisa etichetta, il denominatore comune dei suoi lavori, dai graffiti, alla decorazione murale, alla grafica e all’illustrazione, è il disegno. Dietro ogni suo lavoro c’è una lunga fase di progettazione, il suo segno è come fosse la sua parola. Figlio d’arte, anche se da bambino difficilmente avrebbe immaginato che un giorno sarebbe vissuto dei suoi disegni. La passione di Davide per la pittura e per l’arte in generale, è iniziata scoprendo e osservando i graffiti. “Forse - racconta – la passione è nata anche da un’esigenza, sono cresciuto in una casa piccola dove gli spazi erano pochi soprattutto per disegnare. Ancora oggi il discorso di dipingere fuori, per strada, significa guadagnarmi il mio spazio: l’intervento fatto all’esterno continua sempre ad avere una connotazione privata, quasi intima”. Come se l’intervento artistico fosse un modo per appropriarsi del luogo. 

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Certo è che Comelli ha una particolare sensibilità nel dialogare con gli ambienti. È stato protagonista di diversi interventi di riqualificazione di aree urbane, alcuni dei quali commissionati dal Comune di Trieste, per esempio il gigantesco graffito Home sweet home su una casa popolare nel rione di Ponziana. È il posto a suggerirgli l’intervento: non parte da un’idea prestabilita ma coglie gli stimoli e i suggerimenti dal contesto e dalla situazione, fuggendo il rischio di fossilizzarsi su alcune tematiche. Ogni progetto è per lui la possibilità di sperimentare ed evolversi dal punto di vista tecnico e dei soggetti. 

L'approccio è lo stesso anche per opere e quadri commissionati da privati: Davide Comelli va a vedere il posto e, come un architetto d’interni, cerca il più possibile di capire i gusti del committente, studia l’arredo e i volumi dello spazio abitativo. Il quadro diventa qualcosa di più di un semplice complemento d’arredo, diviene un oggetto che vive e interagisce con lo spazio: può capitare, infatti, che il lavoro non rimanga confinato alla sola tela; ci sono dettagli che sconfinano e che vengono accolti dalla parete destinata ad ospitare il quadro.

 

STEREOMETRY

Il tema di questo lavoro è il rapporto tra le forme casuali delle pietre fluviali e il rigore della geometria che è la struttura compositiva dell'opera. Da questi due concetti deriva il titolo dell'opera. La stereometria - parte della geometria che si occupa dello studio e della misurazione dei solidi - stabilisce una sorta di "elemento geometrico organico".

 

GEOMETRIE MUSICALI


Anche in questo lavoro, progetto commissionato per la hall di un edificio in Marocco, Comelli indaga il rapporto tra geometrie e caos, interrogando le forme degli strumenti musicali, il committente è un appassionato di musica classica,  come se il loro utilizzo quotidiano potesse essere indovinato dalla forma stessa degli oggetti. Nei disegni lo strumento musicale è collegato alla sua forma, geometria e costruzione. 






















































PAN PIPER 

Progettare, inventare e disegnare un giardino dove il verde manca è l'intervento decorativo di Davide Comelli e Sara Comelli degli esterni di uno spazio multifunzionale, che ospita concerti e eventi culturali a Parigi. Il tema floreale, ricco di colori degli esterni capace di ricreare le suggestioni e l'atmosfera di un giardino segreto, contrasta con il progetto realizzato per decorare gli interni con la scelta di temi astratti. 































 





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HOME SWEET HOME 

Il murales (13×18 m) sulla parete esterna di un edificio dell’Ater di via S. Giovanni Bosco n° 32, nel quartiere di Ponziana. L’intervento di riqualificazione urbana realizzato nel settembre 2014 è stato curato da Davide Comelli, Giuliano Comelli e Francesco Patat. L’intervento di riqualificazione urbana, una vera e propria novità per Trieste, ha coinvolto una zona appena fuori dal centro cittadino, con una storia e un’identità profondamente radicata nel rione di Ponziana, un tempo abitato dagli operai dei vicini Cantieri San Marco, prima che la produzione navale fosse spostata a Monfalcone.  Il rimorchiatore volante bianco, sul vivace sfondo azzurro rievoca il vicino passato del rione di Ponziana, legato al passato del porto di cui ha sofferto la crisi. 
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Altri lavori di Davide Comelli su Behance
HOME SWEET HOME racconto per un murales,
Mostra dal 6 al 15 marzo, piazza Unità 4B, Trieste


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