mercoledì 18 febbraio 2015

SIGMA Lamp, un manufatto che comunica il suo passato: dagli scarti può nascere qualcosa di bello


Snella, lineare ed efficiente, una lampada da tavolo composta al 90% da materiale di recupero: la base è ricavata dal paralume di una vecchia lampada non più funzionante, la forcella utilizzata come struttura e per il passaggio dei cavi di alimentazione, la ruota in alluminio che, modificata opportunamente, permette un gioco di movimenti e di luci grazie a 10 led che assicurano un’eccellente illuminazione da tavolo. La copertura in gomma completa l’opera con un intreccio realizzato a partire da due semplici camere d’aria. Il risultato è SIGMA Lamp, nata in una mansarda fuori Torino dalla creatività dei suoi progettisti: i designer Alessia Spadetto e Gabriele Luperto, allora studenti del Politecnico di Torino. Realizzata partendo da oggetti che nel nostro quotidiano hanno una funzione completamente diversa – la rotazione della ruota o i fori dei raggi di cui i due progettisti hanno voluto mantenere le qualità.















Che cos’è SIGMA Lamp?

SIGMA Lamp è una lampada da tavolo la cui struttura comunica prettamente la provenienza delle parti e i 10W consentono la corretta illuminazione per studiare, lavorare e leggere in tutta tranquillità. La forma σ (“sigma”) è derivata da un lungo processo di studio, durante il quale abbiamo cercato di comprendere come poter utilizzare al meglio il materiale a disposizione affinché rispondesse dinamicamente e correttamente alle necessità di flessibilità nei movimenti ed efficienza luminosa.Vincitori del premio della giuria popolare della prima edizione del concorso RecycLED organizzato dall’Associazione culturale di promozione sociale In-tesa, il progetto SIGMA lamp è nato da due studenti del Politecnico di Torino, Alessia Spadotto e Gabriele Luperto, desiderosi di testare le loro abilità al di fuori dell'ambito universitario. Tutto è partito dalla ricerca di un concorso allettante che non richiedesse solo nuove forme di design affini a se stesse ma che contenesse al suo interno alcuni concetti di sostenibilità che sentivamo particolarmente nostri. Così nei momenti liberi da studio e lavoro ci concentravamo su questa sfida, visionavamo mercatini dell'usato, consultavamo aziende e giravamo negozi tutto per trovare qualcosa che ci incuriosisse ed ispirasse realmente. Sin da subito la bicicletta ci ha attratto enormemente così da farci completamente immergere e avvolgere da tutte le sue componenti.

Chi  sono i designer di SIGMAlamp?


I progettisti di SIGMA siamo noi, Alessia Spadetto e Gabriele Luperto, formati al Politecnico di Torino, prima seguendo il Corso di Disegno Industriale, successivamente intraprendendo la specializzazione in Ecodesign. Abbiamo percorso cinque anni nella stessa classe superando ogni volta in maniera determinata gli ostacoli che vi si presentavano e in quel novembre 2013, leggendo il bando del concorso RecycLED, abbiamo pensato subito che sarebbe stata la nostra occasione per testare quello che avevamo maturato dopo tanto studio. Ora, nel 2015, la parola “studente” non ci appartiene quasi più, siamo professionisti che vogliono muovere i primi passi nel mondo del lavoro.
















Come viene realizzata

SIGMA è stata realizzata artigianalmente facendo uso delle tradizionali attrezzature presenti in ogni casa. La parte superiore è composta da una semplice ruota di bicicletta fuori uso alla quale si eliminano i raggi superflui e la si modella per ottenere la forma a σ. Per la copertura, invece, sono state utilizzate due vecchie camere d'aria tagliate, colorate ed intrecciate manualmente per richiamare la texture del battistrada. 


La struttura portante è caratterizzata da una forcella, che consente il passaggio dei cavi, e da una base, in origine paralume di una vecchia lampada da terra, le quali sono state preventivamente ripulite e carteggiate per poter essere verniciate.Per la componente illuminotecnica abbiamo capito sin da subito che delle semplici strisce LEDs non avrebbero fatto al caso nostro per cui, dato le nostre irrisorie conoscenze in fatto elettrico, ci siamo appoggiati ad un'azienda Torinese che, esposte le nostre esigenze, ci ha consigliato e procurato gli elementi necessari per l'impianto, anch'esso realizzato autonomamente. I 10 LEDs montati da 1W ciascuno e il minimo spazio a disposizione ci hanno portato a risolvere problematiche riguardanti la dissipazione del calore: grazie ad alcuni accorgimenti suggeritici e all'alta conducibilità termica del materiale di cui è composta la ruota siamo riusciti a completare l'opera. La lavorazione artigianale di SIGMA ha un grande significato per noi pertanto vorremmo mantenere questa linea guida per le prossime realizzazioni.

Quale forma di magia o meraviglia vorreste esaltasse?

Sono state tante le considerazioni personali che abbiamo sentito riguardo a SIGMA, quella più illuminante è “suggestione Duchampiana” della quale siamo rimasti estasiati: possiamo dire che i nostri sforzi hanno avuto un feedback grandioso! Partendo proprio da questo appellativo vorremmo evidenziare che talvolta l'arte e il prodotto industriale vengono visti come due mondi lontani ma non è sempre così: 
SIGMA è la rappresentazione del connubio tra creatività e progetto, astratto e materiale, rappresentazione artistica e oggetto di uso quotidiano
Quelli che noi definiamo “oggetti artistici” si distanziano enormemente dal prodotto in serie contenendo al loro interno valori e personalità dell'artista/artigiano che li ha realizzati, sono utili ma allo stesso tempo comunicano con parole silenziose, fanno provare sensazioni visive, tattili ed olfattive conquistando l'utilizzatore e creando affezione. SIGMA è un oggetto artistico, un prodotto con valore aggiunto, un manufatto che comunica il suo passato: dagli scarti può nascere qualcosa di bello.


Che tipo di arricchimento potrebbe dare all’interno di un ordinario contesto abitabile?


Siamo tutti consapevoli che al giorno d'oggi persiste la moda dell’arredare le case con oggetti che hanno una durata piuttosto breve. Con l'aumentare della disponibilità di prodotti di qualsiasi genere e della presenza sempre più imponente della pubblicità nella vita quotidiana, si è passati dall'acquistare un oggetto per custodirlo “una vita” ad un prodotto legato unicamente al momento, alla moda e allo status symbol che si vuole comunicare in quel preciso istante creando un impero di ”usa e getta”Questa ostentazione al consumismo, parallelamente alla crisi economica, sta indirettamente avviando un processo contrario che riavvicina la società al desiderio di personalizzare e possedere oggetti con una storia creando una forte affezione con essi e allungandone la vita. 
SIGMA raccoglie in sé i valori di questa nuova tendenza, comunica l'elasticità del progetto che richiede l'uso di materiali di recupero mai utilizzati prima d'ora per questo scopo
dipende dalle variabili date dal reperimento dei componenti disponibili in quel momento e valorizza le imprecisioni derivate dalle lavorazioni artigianaliLe forme minimali, la trasparenza, le infinite combinazioni cromatiche rendono SIGMA flessibile per ogni tipologia di ambiente, dando così la possibilità al consumatore di divenire protagonista del suo spazio quotidiano.


Attualmente Alessia Spadetto e Gabriele Luperto stanno procedendo alla preparazione di alcuni esemplari di SIGMA lamp successivi al prototipo al fine di migliorarla e renderla fruibile al consumatore. Nel contempo stanno lavorando altri progetti basati sul recupero e valorizzazione di altre tipologie di scarti.





Nessun commento:

Posta un commento