martedì 10 febbraio 2015

Il mantra pittorico dell'artista Marco Randazzo

Marco Randazzo
                                   
          HO TUTTO IN TESTA MA NON RIESCO A DIRLO


Chi è Marco?

Non è mai semplice presentarsi, spero che le mie creazioni lo facciano un po’ per me… Posso dire quello che vorrei essere, più concentrato, più determinato, più sorridente, vorrei avere più tempo libero per guardare il mare e non pensare a niente, vorrei invecchiare felice e raccontare la mia fantastica vita ai miei futuri figli. 



Cosa rappresenti nelle tue opere?

Tutta la mia poetica si fonda su due aspetti fondamentali per me, il piacere per gli occhi e per la mente. Le mie opere non rappresentano semplicemente il mio vivere quotidiano ma hanno la voglia e la presunzione di coinvolgere valori e concetti assoluti. La comunicazione visiva e tutte le sue sfaccettature contemporanee, con il moltiplicarsi dei media e le problematiche annesse a ciò, e tutte le difficoltà che ognuno di noi riscontra quotidianamente nel voler esprimersi e condividere il proprio pensiero. Da qui nasce il messaggio che ormai mi accompagna da qualche anno sulle mie opere 

“HO TUTTO IN TESTA MA NON RIESCO A DIRLO”


 



Che stato d'animo hai quando le realizzi?

L’artista si sa che ha bisogno di forti emozioni per creare le migliori opere. Spesso i momenti negativi fanno scattare scintille importanti nella mia testa, che mi permettono magari di uscire da periodi di impasse artistica e in generale poco produttivi. Le ultime mie opere invece sono piene di positività, gioia, luce, colori accesi e vivi. Il mio animo viene impresso su tela con tutta la forza che i colori possiedono


Che domande credi si ponga il fruitore dinanzi ad esse?

L’esperienza e l’impatto che suscitano le mie opere in chi le osserva mi interessa molto. Ritengo sia fondamentale che si crei una certa empatia fra l’opera e l’osservatore. Il primo impatto può esser semplice, i colori, le forme…pura estetica e piacere per gli occhi. Ma anche il secondo livello di lettura, quello suscitato dal testo “HO TUTTO IN TESTA MA NON RIESCO A DIRLO”, è importante…forse anche di più!


Che tipo di arricchimento potrebbero dare in un ordinario contesto abitabile?

La casa che viviamo siamo noi, il nostro nido, involucro protettivo e rifugio. Per questo circondarsi d’arte dovrebbe essere una necessità primaria. Soffermarsi davanti ad un mio quadro anche per pochi minuti al giorno, osservarlo e godere della sua energia visiva e magari arricchire anche il proprio spirito. Questo è quello che spero che succeda, andare oltre l’oggetto appeso al muro.
     



Marco Randazzo Official
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