domenica 1 febbraio 2015

Clara Andrés Molero: primordiali dimensioni introspettive


"Noi sogniamo di viaggi per l'universo; ma l'universo non è in noi?"

Novalis



Tanguy: Chi è Clara?


Clara: Clara Andrés Molero è nata a Barcellona il 4 luglio 1994. Sin da piccola ha sentito un gran interesse per le arti in generale e una forte necessità interiore che crescendo con gli anni ha capito che si trattava della necessità di creare. Durante gli studi nel Liceo Classico frequentava una Accademia di disegno sapendo già che avrebbe studiato Belle Arti all’università. Inizia i suoi studi all’Università di Belle Arti di Barcellona, ma non essendo soddisfatta decide di cercare vie alternative di studio. Si trasferisce così a Bologna dove inizia gli studi presso l’Accademia di Belle Arti scegliendo l’indirizzo di pittura. Adesso frequenta il secondo anno.

Tanguy: Cosa rappresenti nelle tue opere?


Clara: Nelle mie opere provo a rappresentare una sorta di necessità di connessione con la natura, natura intesa come la natura interiore dell’uomo, rappresentata a livello visivo nei miei dipinti attraverso un paesaggio non urbano o un cielo stellato con la figura centrale di un corpo nudo che si fonde nel suo intorno (anche se, essendo in bianco e nero, e contrastando con il colore del paesaggio che lo accoglie, capiamo che riesce a fondersi solo in parte). C’è l’intenzione di tornare a uno stato primordiale, libero di materialismo o di concetti sociali. Questa idea si confronta al fatto dell’impossibilità di raggiungere questo stato a causa del mondo in cui viviamo, ed è così che nei miei dipinti si generano sentimenti assai bipolari, rappresentati da immagini di estraniamento, di solitudine, ma anche di colore e di vitalità. La notte è ricorrente perché è il momento di riflessione, di silenzio, di creazione e di malinconia, è il momento in cui tutti diventiamo un po’ “animali”, ed è pure il momento dove spunta la Luna con la sua doppia faccia. 


Anche se c’è un discorso un po’ “pesante” dietro ognuna della mie opere il mio scopo è che quelli che vedano i miei dipinti possano un attimo farsi trasportare in quella dimensione che provo a creare, provando un sentimento di piacere, di bellezza, che è dove mi trasporto io mentre le faccio.

Tanguy: Che stato d’animo hai quando le realizzi?


Clara: È difficile rispondere a questa domanda poiché dipende totalmente dal momento. Nella maggior parte dei casi provo una sensazione di profondo piacere, di pace, mi rilasso mischiando i colori, architettando la tela e trasportandomi da sola nel mondo che provo a creare. A momenti è anche difficile perché magari ti preoccupa qualcosa e la mano non è così sciolta. Spesso anche ho paura di iniziare quando mi trovo davanti alla tela bianca. Ma alla fine è pure una cosa che fai ogni giorno come un mestiere e ti rendi conto che la idea mistificata del momento di creazione dell’artista è una idea creata durante il Romanticismo che non è affatto verosimile. Semplicemente lo fai con piacere e con tecnica.

Tanguy: Che domande si pone il fruitore davanti ad esse?


Clara: Questo dipende assolutamente dalla sensibilità e inquietudine del fruitore. Di solito le persone che studiano arte osservano come è fatta, con che tecniche, che materiali, si valuta se ha un livello sufficiente, si valuta la creatività, si valuta l'intelligenza dell'opera, e poi per ultimo si valuta se piace o non piace. Le persone che non studiano arte semplicemente si chiedono se sentono qualcosa e non sentono niente, cosa che mi piace molto di più, poiché alla fine secondo il mio parere l’opera dovrebbe riuscire a colpire l’animo con un colpo di sentimento indipendentemente dal modo in cui è stata realizzata, cosa che gli intenditori di arte riescono poco a fare.

Tanguy: Che tipo di arricchimento potrebbero dare in un ordinario contesto abitabile?


Clara: Penso che le mie opere non dovrebbero stare in spazi grandi. Dovrebbero stare in spazi piccoli, intimi, come la camera da letto, un piccolo studio o un angolo caldo, magari accanto a una libreria.




               


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