martedì 27 gennaio 2015

Dal fondo dei cassetti, i pezzi di metallo implorano: Salvateci!


Dalle discariche, dagli angoli dimenticati o dal fondo dei cassetti, i pezzi di metallo implorano: Salvateci!
Persino quelli ancora nuovi, o addirittura funzionanti, urlano: Liberateci! E allora le mie mani offrono loro l'opportunità di diventare, per la prima volta, protagonisti di un'avventura estetica collettiva e in alcuni casi di offrire anche un po' di luce...



 Luis Mario Borri












Luis Mario Borri è nato a Berisso, Argentina, figlio d'immigranti italiani, madre d Savona e padre triestino.Esule dal suo Paese negli anni della dittatura. Oggi vive a Reggio Emilia, autodidatta, daltonico e mancino. Lo trovate l'ultima domenica di ogni mese al Mercato dell'Antiquariato di Milano, lungo i Navigli. 


La spazzatura metallica, chatarra in spagnolo, è la materia prima delle sue sculture.Luis Mario, dona una nuova vita agli scarti, pomelli di porte, pezzi di metallo buttati o trovati a terra. "Le mie sculture - racconta - nascono dalle mie mani, mentre la mente si occupa d'altro, libera di vagare grazie alla manipolazione del metallo". Avvitare e svitare, montare e rimontare gli ingranaggi, equivale per lui a recitare un mantra, imparando la cultura della pazienza. I suoi robot, cavalieri donchisciottiani, creature stravaganti e divertenti, si fanno portatori del personale appello etico di Luis Mario. "Gli esseri umani - spiega - come pezzi di metallo,sono i componenti di svariati meccanismi costruiti per svolgere funzioni anonime e precise.Una volta dismessi, privati cioè del ruolo produttivo, vengono abbandonati e lasciati arrugginire.Nella società consumistica, persino gli esseri umani, valgono in quanto servono, se no, si buttano". L'arte del riciclo di Borri contro la condanna ad essere soltanto materialmente utili. Le sue opere, invece, offrono un altro tipo di nutrimento. Quello spirituale.







                                  
     

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