martedì 23 dicembre 2014

Tu chiamale se vuoi, emozioni

L'appartamento di Gianluca e Valentina è un luogo delizioso: chiaro e multicolore. Quando arrivo è da sola a casa, mi invita a seguirla in salotto: sopra un mobile, appoggiato ad una parete bianca, un quadro con una cornice di legno delicata. Una bella visione: è il suo oggetto delle meraviglie, Relitto di barca, xilografia a colori di Lojze Spacal, 1965.






Sorseggiamo un tè mentre ascolto la storia del suo oggetto delle meraviglie. Il quadro di Spacal mi racconta un pezzetto della vita di Valentina.. 

Tanguy: Come questo quadro ha trovato la strada per entrare nella tua casa?


Valentina: Un regalo del tutto inaspettato da parte del mio compagno per il mio trentesimo compleanno. Alcuni giorni prima, passeggiando per le vie di Trieste, per caso siamo passati davanti a una Galleria d’Arte del centro. C’era un vernissage e molta gente. Incuriositi ci siamo fermati a dare un’occhiata. Ho scoperto così il nome di un artista triestino contemporaneo che non conoscevo, Lojze Spacal (1907 – 2000), ne sono rimasta colpita ma la cosa per me era finita lì. Ho saputo soltanto poi che Gianluca è tornato da solo alla Galleria e ha trovato e scelto questa xilografia per me: una barca che riposa a riva. La vela e il mare sono due delle grandi passioni che ci legano. Desiderava regalarmi qualcosa di speciale e unico che desse significato ai miei trent’anni appena compiuti.











Tanguy: Come ti sei sentita quando hai ricevuto la tua opera d’arte?


Sorpresa ed emozionata. Insomma, felicissima. È un regalo poeticoche contiene sprazzi delle nostre passioni con un valore simbolico senza eguali. Nella vita capita di desiderare di avere degli oggetti: un gioiello, un vestito ma non avrei mai pensato di possedere un’opera d’arte. È una sensazione strana, possiedo un oggetto unico che durerà per sempre. Come se guardarlo mi offrisse una sensazione di piacevolezza che va oltre il semplice atto del consumo.




Tanguy: È stato facile trovare nel vostro appartamento il posto per la tua opera d’arte?


Valentina: (ride) Piuttosto difficile, non sapevo dove mettere il quadro, ero indecisa e cambiavo continuamente la posizione, pensi che il posto dovrà essere definitivo, deve valorizzare l’opera senza però darle troppa importanza. Ci sono oggetti che hanno bisogno di più tempo per trovare la propria sistemazione e credo ora l’abbia trovata.

Se vuoi sapere qualcosa di più su Spacal vai alla sezione del blog Artisti

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